Re: cosa pensa un cuocoOn 7 Feb, 22:01, "stefano pll" <stebeltrame( dellapll )@alice,it >
wrote:
> è sicuramente una buona filosofia, anche se mi sembra il brevetto per
> l'acqua calda.
> Bottura è sicuramente tra i migliori chef del momento, il suo ragionamento
> non fa una piega.
> "con le polemiche non si va da nessuna parte"..."quando le idee trovano una
> forma di espressione possono vivere per l'eternità". sono bellissime parole,
> Luigi; l'alta ristorazione difficilmente sarà in difficoltà come la media.
> il perchè te lo dico io.
Posso?
A me dà l'impressione, semplicemente, che si cerchi di correre per
riguadagnare il tempo perso rispetto ad altre realtà che nella
contaminazione culinaria hanno già fatto molti passi avanti.
Mentre ascoltavo bottura, pensavo quanta "fatica" stava facendo per
fare passare un messaggio in realtà molto semplice: la cucina (alta
parametrandola a chi parlava) italiana ha bisogno di una bella
sveglia.
La seconda parte del suo intervento l'ho invece trovata un po'
scontata, soprattutto pensando al fatto che siamo nel 2010 (ma non so
a chi fosse indirizzato il discorso in platea).
La cucina italiana, sul mercato internazionale, trovo che stia ancora
vivendo semplicemente del suo nome (sto generalizzando) e che stia
perdendo costantemente terreno rispetto ad altre cucine molto più
dinamiche (e mi torna ancora alla mente la prima parte del discorso di
bottura).
> molti (miei colleghi e forse anch'io) hanno confuso media con mediocre.
In parte concordo, in parte no. No nella misura in cui credo che
soprattutto il cliente e non il ristoratore abbia questa confusione in
testa (e di conseguenza viene massificata l'offerta). Nella testa del
ristoratore tutta questa confusione non la vedo, noto invece un
calcolo preciso.
Ma poi diciamocelo francamente: io ti offro questo (X) tu ti
accontenti di quest'altro? (Y) bhè mi costa meno ti offro quest'altro,
tanto nella massa ci guadagno lo stesso.
Non è da oggi che lo penso, ma trovo questa corsa verso il "basso" in
tutti gli aspetti professionali, sia nei servizi che nella produzione,
insomma trovare qualcuno che "faccia bene" il proprio lavoro,
mediamente, non è semplice.
Io non sono un ristoratore, ma un parallelo lo posso fare: nella mia
professione ho notato che negli ultimi anni si sta assistendo ad una
stratificazione nell'offerta dettata da due parametri fondamentali:
- abbassamento nella qualità delle richieste
- vera e propria "delusione" da parte del fornitore del servizio
(ovvero se il cliente non può apprezzare il mio livello, allora, alla
lunga, mi "deprimo" ed abbasso conseguentemente l'offerta (della
serie, chi me lo fa fare).
> oggi si predica il km zero.
Anche in questo caso, quanto gioca la reale qualità, e quanto invece
una campagna di sensibilizzazione più o meno strumentalizzata?
ale