Re: LINCIATE QUEL GIUDICE L'ORDINE STATO ESEGUITOi comunisti sono la razza piu' ipocrita e cialtrona esistente, la storia
insegna, il totalitarismo e' la base di questa ideologia che ha avuto esempi
nefasti.
in Europa anche se annacquata la politica post-comunista-cattolica e' la
stessa, gli avversari politici si vogliono eliminare fisicamente con una
caccia all' uomo che ha risvolti tragici quando avvallata dalla magistratura
e dai tribunali, lo stile mi par lo stesso che in Cina, dove i tribunali
sono organi del partito comunista.
comunisti di merda, andatevene a fare in culo e ritornate da dove siete
venuti, dalle fogne!!!!!!!!!!!!!!!
"giuditta" <giuditta@hohenstaufen.it> ha scritto nel messaggio
news:hbchja$u4q$1@news.newsland.it...
> Nel regime di Berlusconia chi ha la sfortuna di aver ricevuto
> un'educazione, di aver imparato che non si dicono le bugie e si parla uno
> per volta, è fregato. Chi ha una reputazione fa di tutto per conservarla:
> ma chi ne è sprovvisto non teme di perderla, dunque parte avvantaggiato.
> Perché può fare e dire tutte le porcate che vuole, tanto da lui ci si
> attende il peggio.
> Prendete Gasparri, con rispetto parlando: continua a dire in tv
> che io vado in ferie a spese della mafia, ben sapendo che non è vero
> ma che nessun Vespa lo smentirà e nessuna Authority o Vigilanza
> interverrà.
> Prendete il miglior premier degli ultimi 150 anni, il più perseguitato
> della Storia (più di Gesù, per dire), il più buono e giusto:
> siccome è anche l'editore più liberale dai tempi di Gutenberg,
> una delle sue tv fa pedinare con telecamera
> nascosta il giudice Mesiano, per dimostrare che è un tipo strano
> e sospetto (infatti porta calzini turchesi, fuma e aspetta
> il suo turno dal barbiere,
> invece di andare a puttane o frequentare papponi e spacciatori).
>
> Così tutti i giudici che si occupano di Berlusconi sanno quel che
> li aspetta se non fanno i bravi. Prendete Il Giornale: raccoglie
> testimonianze anonime di gente che ha origliato il giudice Mesiano
> mentre a cena con amici avrebbe parlato male di Berlusconi e bene di Prodi
> (davvero sorprendente: fra Prodi, che ha sempre rispettato la
> magistratura,
> e Berlusconi, che ha definito tutti i magistrati vivi e morti
> "antropologicamente diversi dal resto della razza umana" e "mentalmente
> disturbati", dunque "noi ai giudici insidiamo le mogli perchè siamo
> tombeur
> de femmes", un giudice preferisce Prodi: che tipo bizzarro). Il fatto è
> che
> ogni cittadino, giudici compresi, ha tutto il diritto di preferire Prodi a
> Berlusconi o viceversa, l'importante è che giudichi secondo giustizia.
> Solo una mente malata - come ha notato Maltese - può pensare che un
> giudice
> di sinistra condanni un innocente solo perchè di destra, e viceversa.
> Oltretutto Mesiano non poteva che condannare la Fininvest a risarcire De
> Benedetti per la sentenza comprata sul lodo Mondadori, visto che la
> Cassazione penale aveva già stabilito che l'Ingegnere andasse risarcito.
> Il giudice civile doveva solo quantificare il danno.
>
> Prendete Belpietro ad Annozero: dice che il giudice Carfì, autore della
> prima sentenza penale su Mondadori, non è imparziale perchè fu sentito
> sussurrare al pm che con Berlusconi "bisogna usare il bastone e la
> carota".
> Piccolo particolare: il giudice del bastone e della carota non era Carfì,
> ma
> Crivelli, che non giudicava su Mondadori, ma su Guardia di Finanza, e non
> parlava di Berlusconi, ma del calendario delle udienze. Chi se ne frega,
> Crivelli o Carfì pari sono: cominciano entrambi per C. Prendete il
> leghista
> Castelli, un altro che non ha l'handicap della buona educazione:
> interrompe,
> strilla, insulta, delira. Vuole i pm "eletti dal popolo" (fantastico: i pm
> di partito), poi se la prende con quelli "politicizzati", cioè di
> sinistra:
> quelli che invece stavano con lui al ministero e sperperavano denaro
> pubblico in consulenze inutili, non sono politicizzati: vanno benissimo,
> come quelli corrotti da Previti con soldi di Berlusconi. Averne. La prova
> dei giudici politicizzati, per il padano, è un vecchio libro di un vecchio
> giudice che racconta i funerali, negli anni 70, di un collega, tale Pesce,
> tra bandiere rosse e pugni alzati. Che diavolo c'entri questo Pesce (fra
> l'altro morto e sepolto) col caso Mondadori, lo sa solo lui. Evidentemente
> il Castelli preferisce Metta e Squillante: meglio corrotti che rossi.
>
> da Il Fatto Quotidiano n°22 del 17 ottobre 2009 - Marco Travaglio
>
>
> --
>
> questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
> http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it
>
>