Re: Voglio un libro pieno di ottimismo*Raffy* ha scritto:
> [...]
> Tutto ok se questo pessimismo cosmico semi leopardiano o post-
> schopenauer si limitasse alla lettura! Ma mi ha pervaso di tristezza...
> SOB! Mia mamma, anche lei accanita lettrice mi ha spiattellato: ma
> porca miseria leggiti un Harmony una volta tanto!
> E io scioccata non ho risposto. IO, un Harmony?????
Che ne sai, magari poi ti piacciono. :-)
> Vabbè, quindi, perchè non mi consigliate qualcosa di veramente positivo
> per tirarmi su di morale e per reindirizzare un po' il tiro sulle
> letture?
"Così parlò il nano da giardino" di Margherita Oggero (la stessa che ha
scritto la bella serie sulla professoressa investigatrice da cui hanno
tratto l'orrenda serie di telefilm con la Pivetti).
Anche "Il cammello e la corda" del quasi esordiente Domenico Seminerio è
tutto sommato un libro ottimista (parla di statue, sesso e religione). Il
suo primo romanzo, "Senza re né regno", invece è bello ma poi ti fa venir
voglia di annegarti nel water (parla di mafia).
Poi potresti assaggiare tutti i romanzi di Andrea Vitali: anche se di
solito due terzi dei personaggi muoiono (spesso di morte naturale,
comunque) uno straccio di lieto fine c'è sempre.
Ah, e quasi dimenticavo lo scrittore forse più pacioccone e ottimista che
abbia letto di recente: Alexander McCall Smith e le sue avventure di Mma
Ramotswe, la migliore (nonché unica...) investigatrice privata della
capitale del Botswana. Siccome da quelle parti la criminalità è
praticamente sconosciuta, alla placida e saggia detective affidano solo
faccende di mogli cornute e parenti scomparsi, casi che di solito riesce
risolve facendo far pace agli interessati davanti a una buona tazza di tè.
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Cingar
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