Politica

Tagli al cuneo fiscale per i giovani

L’ Italia è un paese ricco di menti geniali che però purtroppo a volte sono costrette ad abbandonare il proprio Paese per trovare la giusta valorizzazione dei loro talenti. Questa fuga è dovuta anche al fatto che le aziende italiane non hanno interesse economico nell’assumere giovani a causa di spese troppo elevate che non possono sostenere. A tal proposito il Premier Gentiloni durante il congresso della CISL ha tenuto a precisare le sue intenzioni in merito alla riduzione del cuneo fiscale.

«Sono consapevole che dobbiamo insistere mettendo i giovani anche al centro dei possibili interventi di riduzione del carico fiscale sul lavoro. È un impegno per i prossimi mesi che in questa occasione mi sento di prendere qui di fronte a voi». Così ha esordito Paolo Gentiloni, affermando la sua piena volontà di ridurre il cuneo fiscale per l’assunzione di giovani nelle aziende italiane.

Gli attuali “lavori in corso” prevedono l’ipotesi di 15-20 punti di contributi in meno, per tre anni, per i primi contratti a tempo indeterminato a favore dei giovani. Un intervento che avrebbe un costo iniziale inferiore al miliardo di euro nei primi due anni, per poi attestarsi, a regime, a 1,5 miliardi. Un notevole incentivo che potrebbe portare le aziende ad investire con più favore nei giovani e sulla loro formazione.

Ad incentivare questi possibili tagli sul cuneo fiscale vi è anche una lenta ma costante ripresa da parte dell’economia italiana. «Il Pil è in crescita e deve essere aiutato in questa direzione» dice il premier sottolineando come vi siano «cifre incoraggianti che dobbiamo trasferire nelle nostre case, nelle famiglie, tra i giovani, tra i pensionati». Gentiloni si è poi detto « moderatamente ottimista sul fatto che questa crescita graduale proseguirà».

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