“Sono Tornato”, così Miniero ripropone il Duce

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Fra pochi giorni, il 1 febbraio per la precisione, uscirà nelle sale italiane “Sono Tornato”, il film di Luca Miniero, regista del successo “Benvenuti al Sud”, che questa volta racconta una storia tragicomica incentrata sul Duce. Un paradosso temporale quasi fantasioso, che vuole però mandare un messaggio preciso allo spettatore, cercando di far riflettere divertendo.

Il film comincia nel giardino di Piazza Vittorio con un Benito Mussolini (Interpretato dal bravissimo Massimo Popolizio) che si ritrova catapultato nella Roma Multietnica con ancora i piedi legati da Piazzale Loreto. Il dittatore si ritroverà a scoprire lo stato dell’ Italia e degli italiani, a giudicarne gravemente i comportamenti ma al contempo cercherà anche di capirne l’evoluzione o l’involuzione per certi versi.

Una divertente tragicommedia che è stata scritta per fare riflettere, dando un messaggio molto forte contro il populismo principalmente, una vera e propria denuncia sociale dell’attuale situazione in cui versa la nostra politica, che ha fatto dei messaggi populisti una vera e propria arma di distruzione di massa. Cosa vuol dire oggi essere italiani? Dove è la patria? Le domande, solo all’apparenza retoriche, danno il via alla storia scritta con Nicola Guaglianone (Lo chiamavano Jeeg Robot, Benedetta Follia).

Con “Sono Tornato” Miniero proverà a mostrarci che un po’ mostri lo siamo tutti quanti e lo farà usando uno dei veri mostri della storia che ha segnato l’evoluzione del nostro Paese. Il film è ispirato al libro Er Ist Wieder Da che ipotizzava il ritorno di Hitler. Non ci resta dunque che attendere il primo febbraio per gustarci questo nuovo film che dalle premesse sulla carta sembra avere davvero enormi potenzialità.

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