L’Italia NON è un paese concorrenziale. L’ennesimo emendamento liberticida, stavolta tocca ai notai

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Il 17 Gennaio scorso, l’Antitrust aveva aperto un’istruttoria nei confronti del Consiglio notarile di Milano per accertare l’ipotesi di un’intesa restrittiva della concorrenza.

In particolare, attraverso una pluralità di condotte, il Consiglio avrebbe perseguito l’obiettivo di indurre i notai del distretto a limitare, sotto il profilo quantitativo, la propria attività, così restringendo il confronto concorrenziale tra gli stessi e conducendo, in ultima analisi, ad una ripartizione del mercato e ad una limitazione della concorrenza di prezzo, in violazione dell’articolo 2 della legge n. 287/90.

Quasi un anno di silenzio, poi l’ennesimo regalo di Natale ai “protezionisti”

Ed è notizia di quasi un anno dopo, del 19 dicembre, riportata dall’on. Ivan Catalano (Civici ed Innovatori) direttamente sul suo profilo Facebook, dell’esistenza di un emendamento liberticida sulla concorrenza in ambito notarile, successivo a una procedura Antitrust, stavolta a carico del Consiglio Notarile di Roma, per condotta anti-concorrenziale nei confronti dei notai più efficienti.

In pratica, a seguito dell’approvazione del 46-bis n.11, il Consiglio Notarile di Roma potrà cercare di fare annullare la multa che gli é stata comminata mentre il Consiglio di Milano, cercherà di fare archiviare il procedimento a proprio carico.

Insomma, l’ennesimo regalo di Natale ai “protezionisti”, al “paese mediocre” e a chi, in qualsiasi ambito professionale, emerga dalla massa secondo regole concorrenziali e di buon profitto.

Un livellamento verso il basso verso un settore altamente specialistico come quello notarile, seguendo il trend di un’Italia fuori dalle logiche di mercato e di crescita.

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