Chi è il libero professionista?

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Una delle figure professionali che incontriamo sul panorama economico, sia europeo che internazionale è quella del libero professionista. Su questa figura lavorativa ci sono però ancora perplessità e dubbi, sopratutto da parte dei non addetti ai lavori, che a volte non ne comprendono le reali qualità e competenze. Nell’articolo seguente cercheremo di spiegare in breve di cosa si tratta, di quali sono i vantaggi e gli svantaggi di scegliere questa carriera.

La prima cosa che distingue un libero professionista dalle figure lavorative più classiche è il fatto di non avere un datore di lavoro fisso. Essere un libero professionista significa infatti poter fornire le proprie prestazioni e competenze ad uno o più clienti che ne facciano richiesta senza però instaurare con loro un rapporto di lavoro subordinato.

I liberi professionisti dovranno quindi iscriversi agli albi (in caso sia richiesta la laurea) o ai collegi (se è richiesto solo il diploma) per poter esercitare la loro attività specifica, siano essi architetti, medici, avvocati, ingegneri, notai, commercialisti e via discorrendo.

Il lavoro di libero professionista prevede anche l’apertura della partita IVA e la presentazione della richiesta di attribuzione della stessa all’Agenzia delle Entrate della zona di residenza del richiedente. Occorre inoltre l’iscrizione all’INPS.

Uno degli svantaggi principali di questa professione però sono proprio le tasse salate derivanti dalla partita iva. Chi vuole fare tutto in regola si troverà infatti a dover versare parecchio al fisco ma solitamente i liberi professionisti hanno entrate non indifferenti che possono sopperire alle imposte di legge.

I liberi professionisti, nonché i lavoratori autonomi, hanno delle agevolazioni per la loro pensione e specifici enti previdenziali, controllati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ai quali fare riferimento. Un beneficio fiscale per le pensioni dei liberi professionisti è la rimozione sul reddito totale, con l’unica restrizione di 5.164,27 euro, del limite massimo pari al 12%.

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