Banca Etruria: Le Ammissioni di Ghizzoni

0

Incalza l’indagine sulle presunte pressioni fatte dal Ministro Maria Elena Boschi perché Unicredit provvedesse all’acquisto di Banca Etruria, di cui era vicepresidente il padre della Boschi. Nella sessione odierna della commissione d’ inchiesta sulle banche, l’allora ex Amministratore Delegato Federico Ghizzoni, avrebbe ammesso incontri informali con il sottosegretario del PD, la quale, in maniera completamente priva di pressioni avrebbe chiesto delucidazioni sulle intenzioni di Unicredit.

Ghizzoni sottolinea infatti come in uno dei loro “colloqui cordiali” come ha tenuto a definirli, la Ministra Boschi abbia avanzato l’ipotesi dell’acquisto da parte di Unicredit di Banca Etruria, in una forma semantica che escludeva l’idea di pressione, ma che sottolineava anzi un reale interesse a titolo informativo. “Non mi fu seccamente chiesto di acquistare Banca Etruria, l’avrei ritenuto inaccettabile. Ma di valutare un intervento in Banca Etruria nell’indipendenza di giudizi”, queste le parole esatte pronunciate dall’ ex ad di Unicredit.

In un altro incontro, avvenuto in maniera privata, Ghizzoni asserisce che la Boschi “manifestò preoccupazione non tanto per le banche toscane in crisi, Mps e Etruria, ma la preoccupazione per cosa questo avrebbe comportato in termini negativi sul territorio toscano in particolare. E una preoccupazione sulla riduzione dell’offerta di credito per famiglie e imprese”.

Dalle indagini emerge però anche una mail sospetta, inviata a Ghizzoni da Marco Carrai (sostenitore della campagna elettorale di Matteo Renzi, nonchè socio di Luigi Berlusconi) nella quale si legge: “Solo per dirti che su Etruria mi è stato chiesto nel rispetto dei ruoli di sollecitarti se possibile”. Sembra che lo stesso Carrai, chiamato in causa abbia chiarito che si trattava di una domanda legittima inerente a questioni tecniche per un suo cliente, nulla a che vedere insomma con la questione dell’acquisto di Banca Etruria.

Share.

About Author

Leave A Reply